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LIFE BIOPOL è un progetto co-finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma LIFE 2014-2020. Tale progetto coinvolge cinque enti pubblici e privati: CODYECO, industria chimica, responsabile della gestione del progetto, l’Università Ca’ Foscari di Venezia, ILSA, azienda vicentina operante nel settore delle biotecnologie e mezzi tecnici per l’agricoltura e le concerie spagnole DERCOSA e INPELSA.

Il progetto LIFE BIOPOL ha come obiettivo la sintesi di una nuova classe di biopolimeri che individuano un’innovativa alternativa eco-sostenibile rispetto all’uso degli ausiliari chimici di origine petrolchimica attualmente impiegati nel processo conciario.

 

La sintesi di tali biopolimeri vede l’utilizzo di materie prime costituenti sottoprodotti industriali derivanti dalla filiera di bio-raffinazione di biomasse animali e vegetali.

 

 

LIFE BIOPOL mira a:

 

  1. Progettare e costruire un impianto industriale Prototipo in grado di produrre i nuovi formulati ecologici,

  2. Produrre Biopolimeri utilizzando come materie prime sottoprodotti industriali provenienti dal settore agro-alimentare e conciario,

  3. Contribuire alla valorizzazione di sottoprodotti industriali altrimenti smaltiti in discarica e inceneriti,

  4. Attraverso l'applicazione su pelle in scala di laboratorio e industriale, provare che i nuovi prodotti hanno performances qualitative equivalenti o migliori di quelli attualmente in uso,

  5. Provare che il consumo idrico e l'impatto ambientale dovuti all'uso dei nuovi prodotti sono inferiori a quelli degli ausiliari chimici commercialmente impiegati.

 

I risultati attesi dal progetto sono:

 

1) Sensibile aumento (80-90%) del riutilizzo delle biomasse nella produzione di prodotti chimici usati nella fase di wet-end,

 

2) Riduzione del 70-90% delle sostanze inquinanti normalmente presenti nei prodotti chimici usati nelle fasi del processo conciario,

 

3) Riduzione dei seguenti indicatori nei bagni di riconcia:

• COD (20-30%),

• Sali inorganici (50-60%)

• Sali di Cr(III) (90%),

 

4) Aumento del 30-40% della reattività dei nuovi biopolimeri rispetto ai prodotti attualmente in uso nel processo conciario,

 

5) Riduzione del 20% dell'acqua di processo utilizzata nel processo conciario,

 

6) Riduzione del 70-80% dell'impronta ambientale dei nuovi biopolimeri rispetto agli attuali concianti, riconcianti e ingrassi.

 

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